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Memoria poetica

Con la parola non-amore non voglio dire che nei confronti di quella ragazza lui avesse un atteggiamento cinico, che in lei vedesse, come suol dirsi, solo un oggetto sessuale: al contrario, le voleva bene, apprezzava il suo carattere e la sua intelligenza, era pronto ad aiutarla ogni volta che lei ne avesse avuto bisogno. Non era lui a comportarsi male con lei; era la sua memoria che da sola, a sua insaputa, l’aveva esclusa dalla sfera dell’amore.
Si direbbe che nel cervello esiste una regione del tutto particolare che si potrebbe chiamare memoria poetica e che registra ciò che ci affascina, che ci commuove, che rende bella la nostra vita. Da quando lui ha conosciuto Tereza, nessuna donna ha il diritto di lasciare in quella parte del suo cervello foss’anche la più fuggevole impronta.
Tereza occupava come un despota la sua memoria poetica e ne spazzava via le tracce delle altre donne. Non era giusto, perché ad esempio la ragazza con la quale aveva fatto l’amore sul tappeto durante il temporale non era affatto meno degna di poesia di Tereza.

L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera

Queste parole mi hanno ricordato la citazione evangelica: “perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore“.

Abbiamo un’anima che ha già deciso tutto, che non dipende dalla nostra volontà, dalla nostra razionalità e dalla nostra logica. Nell’obbedirle, non è richiesto alcuno sforzo.

3 risposte su “Memoria poetica”

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